14 Agosto 2019
Parto da Amsterdam con la malinconia di chi sa di lasciare qualcosa di incompiuto alle sue spalle. Certo, non è possibile vedere tutto quello che una città ha da offrire in soli due o tre giorni, questo lo avevo messo in conto dal giorno della mia partenza, ma per la prima volta non mi sento soddisfatta di ciò che ho visto e credo di dover vedere di più. Sicuramente tornerò presto ad Amsterdam per soddisfare le mie sensazioni.
Il viaggio risulta essere tremendo: sembra che le connessioni con la Germania, almeno per quanto riguarda i treni, abbiano sempre qualche problema. Così per varie restrizioni di origine sconosciuta mi trovo ad affrontare un viaggio che avrebbe richiesto solo quattro ore in ben sette ore, passando per due cancellazioni di treni, tre cambi e altrettante attese in stazione. Destinazione Amburgo.
Inutile stare a descrivere le condizioni meteorologiche, la mia nuvola temporalesca mi segue ovunque io vada e sembra ingigantirsi ad ogni città che visito. Per fortuna trovo conforto nelle ampie e semi vuote stanze dell’ostello di turno, questa volta però un po’ fuori mano (trenta minuti in metro dal centro).
15 Agosto 2019
I miei amici, sempre presenti anche se distanti chilometri, mi ricordano che oggi è Ferragosto e mi rendo conto che è la prima volta nella mia vita in cui passo questo giorno da sola e senza nulla di programmato in agenda. Nulla di sbagliato, è bello cambiare abitudini, non fosse che alla classica domanda “Che fai a Ferragosto?” mi ritrovo a guardare fuori la finestra il temporale che imperversa su Amburgo e a pensare tristemente che non farò assolutamente nulla.
Trascorro metà della mia giornata all’interno dell’ostello, passo un po’ di tempo al computer, cucino, fumo. Alle due del pomeriggio mi sembra già di impazzire, decido quindi di tentare un’uscita sfruttando un attimo di pausa del temporale. Incurante delle gocce che iniziano nuovamente a cadere dal cielo, mi muovo a passo veloce verso la stazione della metro armata di giacca anti pioggia e ombrello.
Quando arrivo in centro la pioggia è cessata, mi trovo però davanti ad una città dall’aspetto grigio e triste, ancor più accentuato dal clima uggioso. Visito in poche ore la Hamburger Rathaus, il St. Nikolai Memorial, la Chilehaus e il Bismarck Monument.
Il primo di questi monumenti è forse l’unico che conserva davvero la sua maestosità, la Hamburger Rathaus è ora la sede del governo della città.


Il St. Nikolai Memorial, una chiesa gotica semi distrutta da un bombardamento, è una delle cinque chiese Luterane di Amburgo. A vederla così, a me sembra che nessuno si sia interessato abbastanza ad essa da restaurarla e conservarla a dovere.


La Chilehaus è un edificio costruito intorno al 1920, esempio dello stile architettonico espressionista. Mi ricorda però vagamente il Flatiron Building di New York, visto all’incirca dodici anni fa durante una visita della città insieme ai miei genitori.


Infine, il Bismarck Monument, probabilmente una volta il più imponente monumento della città e forse la maggior attrazione, ma ora quello che mi trovo davanti è un’opera lasciata a se stessa, riempita di graffiti fin dove gli “street artists” tedeschi sono riusciti ad arrivare, in un parco popolato ormai solo da ragazzi e uomini dalle intenzioni poco chiare, motivo per cui non mi soffermo più di tanto. Mi rendo conto però di essere l’unica turista in quel parco semideserto.


Torno in albergo in tardo pomeriggio, un po’ delusa dalla mia visita, ma non demordo e decido di dare un’altra possibilità alla città. D’altronde ogni luogo deve avere anche degli aspetti positivi nonostante quelli negativi, così decido di uscire nuovamente per cena.
Arrivo in centro e mi metto alla ricerca di un locale dove mangiare qualcosa del posto, magari senza spendere troppo. È giovedì e pur passeggiando tra le vie principali del centro di Amburgo, i locali sono tutti chiusi, eccetto quelli all’interno di alcuni centri commerciali. Mentre mi dirigo verso uno di questi, attraversando un ponte, scorgo finalmente qualcosa di molto bello: il cielo si sta aprendo in lontananza, il sole tramonta sul Binnenalster, uno dei due laghi artificiali di Amburgo e si vede il getto di una fontana provenire proprio dall’interno del lago e spuntare dietro a un battello ormeggiato. Visto da un’altra angolazione sarebbe sicuramente stato più bello, ma anche così è uno spettacolo fantastico.

L’unica altra vista della quale godo è purtroppo quella delle vetrine del McDonald dove mi fermo per cena, prima di tornare all’ostello per l’ultima notte ad Amburgo.