11 Agosto 2019
Tre, quattro ore di sonno al massimo e la sveglia già suona insistentemente, la luce mi acceca e mi sembra di avere un martello pneumatico nella testa. Ciò che mi spinge ad alzarmi è il viaggio che sto per affrontare, è la voglia di cambiare aria ancora una volta. È bello non doversi fermare troppo a lungo in un posto, avere la libertà di andarsene quando e dove meglio si crede, non dover tener conto quasi di niente e nessuno. È arrivato il momento di rinfrescare i miei occhi con nuove scoperte, vedere posti nuovi, camminare su un altro terreno.
Venti minuti per arrivare alla stazione, dieci minuti per raggiungere il binario, tre ore filate sul treno per vedere Bruxelles allontanarsi, paesaggi diversi scorrermi davanti agli occhi e verso le sei di sera sono finalmente arrivata.
Amsterdam si dispiega davanti ai miei occhi con i suoi palazzi rossi e neri, qualche accenno di verde qua e là, il fiume Amstel che la attraversa, i suoi ponti fioriti e le sue mille biciclette. Ovviamente piove, ma ormai la pioggia sembra essere diventata parte del mio viaggio e posso vantarmi di aver visto e provato anche la pioggia di ogni paese che ho visitato finora, compresa l’Olanda.

12 Agosto 2019
È stata una buona idea quella di andare subito a dormire e potersi svegliare presto per esplorare la città dai mille volti. Piove anche stamattina, ma Amsterdam ha uno strano fascino anche con il temporale e così apro l’ombrello e inizio a camminare, passo per Jordaan il quartiere degli artisti, pieno di gallerie d’arte e piccoli bar e ristoranti originali, o più propriamente detto “artistici”. Arrivo fino alla piazza principale della città, passando per piccole strade, ponticelli, vicoli e attraversando il quartiere a luci rosse, a quest’ora ancora deserto. In tutta la città si respira odore di marijuana: per strada, passando davanti ai Coffee Shop, ai vari negozi o dalla finestra di qualche casa. Piazza Dam, appunto la piazza principale della città, un altro trionfo di edifici storici e monumenti, ma Amsterdam non si ferma a questo, è un’opera d’arte in ognuno dei palazzi che vedrete in quello che è uno dei maggiori centri rinascimentali di tutta l’Europa, ma anche nei suoi tanti particolarissimi musei e nei suoi ponti pieni di fiori e biciclette, che messi insieme danno un fascino particolare al paesaggio.



Solo nei pressi di piazza Dam potrete già trovare vari musei, alcuni li vedrete solo ad Amsterdam, come il Museo della Marijuana (ma ne troverete diversi in città), altri appartenenti a franchising e ormai presenti quasi in tutto il mondo. Sparsi per la città vi sono poi il museo di Van Gogh, il museo di Rembrandt, il Rijksmuseum (Museo Nazionale) e tanti altri. C’è poi la Casa di Anne Frank, sicuramente uno dei posti che vale la pena visitare, purtroppo però arrivata davanti al museo scopro che i biglietti possono essere acquistati solo online e sono così richiesti che andrebbero acquistati almeno un mese prima della visita; trovo infatti i primi biglietti disponibili solo per l’inizio di settembre.


Passeggio a lungo per le vie del centro, rientro per pranzo, esco di nuovo. C’è un fascino tutto da scoprire ad Amsterdam e si può fare solo percorrendola e perdendosi in essa, guardandosi intorno e scovando le sue piccole particolarità, i suoi “mille volti”.

Quasi a fine giornata, tornando di nuovo verso il mio alloggio, mi soffermo in quella che secondo me è la piazza più suggestiva della città: piazza Rembrandt. Al centro della piazza vi è una statua raffigurante il famoso pittore e davanti ad essa 22 figure in bronzo, rappresentanti i personaggi di un suo famoso dipinto “La ronda di notte”.



Da Rembrandtplein, come viene chiamata la piazza in olandese, dirigendovi verso il quartiere Artis noterete subito un ponte, è Blauwbrug (letteralmente “Ponte blu”). Un celebre ponte, anch’esso molto bello per le sue sculture decorative.


Ma fermatevi un attimo prima di attraversare il ponte, sulla sinistra troverete uno dei tanti coffee shop presenti ad Amsterdam che si chiama Kooi Coffeeshop. Io mi sono fermata lì, attratta dall’arredamento interno del locale, molto particolare.


Al suo interno ho incontrato un ragazzo italiano dietro al bancone, ormai ad Amsterdam da cinque anni ed è stato lui a mostrarmi come le sostanze stupefacenti legalmente in vendita nei coffee shop abbiano un loro menù, con tanto di suddivisione tra marijuana e hashish e tra le varie subspecie (sativa, indica, ibride di vari tipi), con annessa descrizione della composizione, gusto ed effetti di questa. In più, puoi scegliere quanta acquistarne: una canna, un grammo, due, tre, cinque grammi. Forse qualcuno di voi già lo saprà ma nonostante le droghe leggere ad Amsterdam siano legali e siano permessi quindi l’acquisto e il possesso di queste, non è possibile assumerle al di fuori dei coffee shop. Quando vuoi consumare questo tipo di sostanze, se non devi acquistarle puoi recarti in uno dei tanti bar di Amsterdam che non si dedicano alla vendita di marijuana ma ti permettono di consumarla al loro interno. È strano, almeno la prima volta che ti trovi in questa situazione, fumare una canna in vetrina, in mezzo a tanta gente seduta tranquillamente a chiacchierare, chi mangia un muffin, chi fuma tramite il Bong, chi semplicemente fissa il vuoto. È strano anche veder passare dei poliziotti a cavallo davanti al locale e ricordarti solo dopo che sei in un paese dove tutto ciò è legale e totalmente normale.
È inutile che vi dica che dopo essere stata in quel coffee shop la mia giornata si sia conclusa con una cena e una nottata di sonno. E che Dio benedica Google Maps.