Note allegre e malinconiche di Bruxelles

10 Agosto 2019

È il mio ultimo giorno a Bruxelles, stamattina decidiamo di uscire definitivamente dal guscio di casa e usciamo di buon’ora diretti verso l’Atomium. Ragazzi, se c’è un posto a Bruxelles che va assolutamente visitato è proprio questo. C’è molta gente all’Heysel Plateau, tutti qui per vedere il famoso Atomo e le code di attesa non mancano, ma una volta entrati basta poco per rendersi conto che ne è valsa la pena: al primo e secondo piano del museo (che si trova proprio dentro la struttura dell’atomo) si trova la storia della costruzione divenuta ormai monumento, creata inizialmente per il World Expo tenutosi a Bruxelles nel 1958.

Ma al terzo piano, anzi sarebbe il caso di dire “nella terza sfera” troviamo un’esposizione fantastica, un gioco di luci a ritmo con la musica in una stanza completamente buia, tranne che per i pannelli che emettono queste luci intermittenti e nella stanza superiore un atomo, al centro della stanza, come protagonista di questi effetti ottici fantastici. Nessuna spiegazione renderà mai come il video seguente.

Dopo aver visitato le varie esposizioni dell’Atomium, è il momento di godersi la vista panoramica dalla cima della struttura (alta più di 100 metri). Ma solo dopo aver pranzato, perché per arrivare in cima c’è solo un ascensore che può portare un massimo di 20 persone alla volta e tutti vogliono arrivare in cima all’Atomium, per cui bisogna affrontare una fila di 40 minuti circa per salire e non possiamo decisamente farlo a stomaco vuoto. È ormai pomeriggio inoltrato quando ci ritroviamo in cima all’Atomo e la vista ne vale decisamente la pena. Attenzione però, se come me non adorate così tanto l’altezza siate preparati al fatto che essendo un edificio molto alto e non con la stessa struttura di un palazzo, in cima all’Atomium ogni soffio di vento è una vibrazione o un movimento.

Una volta disceso il gigantesco atomo torniamo verso casa, ma solo per prepararci alla serata che ci aspetta; d’altronde, è sabato.

Bruxelles di notte è un trionfo di luci e colori, quasi come l’esposizione dell’Atomium. Palazzi illuminati da giochi di luce, fontane colorate, c’è un sacco di vita in città fino a tarda notte. Noi arriviamo in centro per le dieci, cercando ancora un posto dove cenare e lo troviamo nonostante l’ora; poco dopo siamo già alla ricerca di un locale dove passare la serata. Dopo qualche ricerca decidiamo di dirigerci in un quartiere nelle vicinanze, pieno di locali notturni e ci fermiamo in un posto chiamato Black Sheep. Se vi piace la musica rock questo è il locale che fa per voi, perché non mettono altro che quello e hanno anche una vasta scelta di birre, comprese ovviamente quelle locali!

Tra chiacchiere, birra, birra e… ho già detto birra? Concludiamo la serata quasi in mattinata, stanchi, molto allegri, nel mio caso anche un po’ malinconica. Da quando ho messo piede in questa città le note metal e un po’ tristi di “Far From Home – Five Finger Death Punch” mi frullano in testa, il titolo già dice tutto e forse è anche il mood di questi giorni un po’ malinconici a Bruxelles, troppo lontana da casa Italia, ancora molto lontana da Casa Svezia. 

Mi addormento con il sorgere del sole, con la mente già sul treno che domani mi porterà alla mia prossima meta.

Pubblicato da jojovandamme

Studentessa universitaria in trasferta verso un'università svedese. Scrittrice e fotografa amatoriale, con il sogno del giornalismo come mestiere di vita.

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