Come (non) visitare una città

07 Agosto 2019

Scendo a Bruxelles, alla stazione c’è un amico ad aspettarmi, lo stesso che mi ospiterà nei prossimi giorni. Non ci conosciamo molto bene e forse questa è proprio l’occasione per conoscerci meglio e passare dei bei momenti in compagnia.

Quando arriviamo a casa è ormai ora di cena, la serata trascorre veloce tra quelle quattro mura scandita dalle nostre parole, scivolando tra un discorso e l’altro, nelle mille cose che ci diciamo in quelle prime ore insieme. Entriamo così velocemente l’uno nella vita dell’altra, che tra le varie chiacchiere ci accorgiamo che è notte inoltrata, ma questo basta a fermarci solo per qualche ora di sonno e il giorno seguente lo passiamo interamente in casa continuando a parlare (e mangiare, ovviamente) della mia vita, della sua vita, del futuro, del paese in cui viviamo/andremo a vivere, dell’Italia che abbiamo lasciato e che purtroppo non ci manca e non ci mancherà, troppo lontana dalla nostra concezione di paese in cui vivere. Usciamo solo per prendere la cena, una pizza come non la mangiavo da tempo. Nel vero senso della parola, perché a Bruxelles a quanto pare con la pizza non se la cavano benissimo e quell’impasto rimane sul mio stomaco per molte, molte ore. 

09 Agosto 2019

Arriva in un battibaleno, tanto da farmi dire “Ho veramente passato due giorni dentro una casa a parlare?” Ebbene si, forse è normale avere questo risultato quando fai incontrare due logorroici e li metti dentro la stessa casa. È decisamente il momento di uscire e, nonostante qualche piccola defaillance, nel pomeriggio riusciamo a mettere il naso fuori casa e persino ad arrivare in centro. Bruxelles è molto bella, pur non discostandosi molto dallo stile architettonico visto in altre città. La piazza principale è un trionfo di edifici storici, da quello del municipio, alle case delle corporazioni e la Maison du Roi. Non sbagliano a considerarla una delle piazze più belle del mondo. 

Solo qualche metro più in là si trova il Manneken Pis, una piccolissima statua di bronzo rappresentante un bambino che fa pipì in una fontana. Si, proprio così. Quella stessa statua che avete visto rappresentata spesso e volentieri in mille modi, vestita in ogni modo. Il mio telefono si spegne proprio davanti alla piccola statua di bronzo, mentre la mia reflex riposa beatamente a casa del mio amico, dove l’ho dimenticata, così la nostra escursione continua, ma senza foto. Passeggiamo ancora per il centro, senza una precisa meta, osservo i palazzi, i negozi, le persone. Ho visto in ogni città fantastici pezzi di architettura, palazzi immensi di ogni tipo e forma e ora inizio a cercare e ad aspettarmi qualcosa di diverso, mentre inizio a percepire una sorta di malinconia mista alla voglia di arrivare a casa. Non quella dove sono nata, ma quel posto dove mi sono sentita veramente a Casa.

Continuando la nostra passeggiata a un certo punto ci troviamo nel bel mezzo di una festa in piena regola, bancarelle lungo tutta la via, cibo e alcool a volontà, musica ad alto volume e un sacco di gente che ride, balla e si diverte. Il tutto sembra isolato a quell’unica via appena fuori dal centro, ma solo un isolato più in là troviamo la stessa identica situazione della via precedente, così decido di controllare e sapere cosa si festeggia e scopro che in queste due strade (rue de Sable e rue du Marais) si festeggia la vittoria della città di Bruxelles sulla città di Lovanio nel XIII secolo. E tuttora gli abitanti della città sono molto felici di questa vittoria, tanto che vedendoci passare, un uomo belga un po’ alticcio e molto su di giri tenta di coinvolgermi nella festa trascinandomi a ballare, urlando di gioia nello scoprire che siamo italiani. 

Ci allontaniamo (velocemente!) dalla festa e concludiamo la serata con una cena in un bar-ristorante vicino casa, mangiando un piatto tipico belga: la Carbonnade a la flamande, ossia lo Stufato Fiammingo, carne di manzo cotta lentamente nella birra, rigorosamente belga e servita con la salsa di cottura, accompagnata da patatine fritte o riso. Molto buono, ve lo consiglio!

Pubblicato da jojovandamme

Studentessa universitaria in trasferta verso un'università svedese. Scrittrice e fotografa amatoriale, con il sogno del giornalismo come mestiere di vita.

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