07 Agosto 2019
Francoforte, Germania. La tappa intermedia, perché da Praga sarebbe stato un viaggio troppo lungo in treno, fino alla mia prossima meta. Ma anche una città molto bella, nonché sede della Banca Centrale Europea e città natale del famoso scrittore Johann Wolfgang von Goethe. Una città a misura d’uomo, come molti la definiscono, né troppo grande né troppo piccola e spaccata in due tra la zona finanziaria, piena di altissimi grattacieli e palazzi grigi e la Città Vecchia, dove si trovano musei, monumenti ed edifici storici.
Un buon punto di partenza per visitare Francoforte, nonché punto di riferimento, è Römer, un edificio di origine medievale, ora municipio della città, nella piazza principale di Francoforte che è ricca di storia e locali tipici. È proprio da qui che inizio la mia visita.



Il luogo più distante da Römer sembra essere proprio il Goethe House Museum, un po’ decentrato rispetto ad altre attrazioni ma comunque a soli dieci minuti a piedi di distanza. Nel museo tutti i possedenti una carta dello studente valida pagano solo metà biglietto, un prezzo molto valido per entrare un po’ nella vita e le opere del famoso scrittore. L’interno del museo è la casa dove Goethe è nato e ha vissuto almeno parte della sua vita, non proprio l’originale ma una fedele ricostruzione effettuata dopo che questa venne distrutta da un bombardamento nel 1944. Passo all’incirca un’ora ad esplorare la vita dello scrittore, a visitare le sue stanze e guardare le sue immense collezioni di dipinti e libri, poi mi dirigo nella parte “grigia” della città per dare un’occhiata e non trovo assolutamente nulla di particolare, se non grossi palazzi, molte persone ben vestite che camminano seriose per le vie del quartiere e locali grandi, moderni e costosi. Quindi mi incammino nuovamente nei pressi di Römer per visitare la Cattedrale di Francoforte, che in realtà a quanto pare non è mai stata una cattedrale, ma una collegiata e che viene definita “Duomo Imperiale” per l’importanza storica che ha avuto nei secoli.



Dopodiché una bella passeggiata per le vie del centro, molto caratteristiche e popolate di gente. Decido di fermarmi a mangiare qualcosa di tipico del posto e trovo un locale piccolo e molto carino, con tanto di tavoli all’aperto, proprio di fianco a Römer. Il posto si chiama Binding Schirn, al suo interno trovo una signora molto simpatica che mi serve un piatto tipico con salsicce di Francoforte, insalata di patate e un’altra insalata che, devo dirvi la verità, non ho ben capito da cosa sia composta, a parte molta cipolla.
Ora è la volta dell Eiserner Steg, ossia il Ponte di Ferro, in realtà un ponte come tanti se ne vedono oggi, ossia pieni di lucchetti di ogni colore e forma davanti ai quali ogni giorno sicuramente c’è chi piange, pentendosi di ciò che ha fatto. Vi sta bene. Il ponte offre però una bella vista di entrambe le facce della città, la vecchia e la nuova. Una volta arrivata dall’altro lato del ponte mi addentro un po’ dall’altro lato della città e trovo anche una piccola chiesa, molto carina, anche se un po’ nascosta.

Purtroppo il tempo a Francoforte è già finito, quello che mi manca di vedere è Palmengarten, un giardino botanico che sembrava essere molto bello ma che ora è troppo lontano perchè io abbia sia il tempo di raggiungerlo che di visitarlo per bene. Ma chissà, magari un giorno passerò di nuovo da queste parti. Mi dirigo alla stazione, pronta a salire su un altro treno e conquistare una nuova meta.