La prima tappa

Prima tappa: Zurigo, Svizzera.

30 luglio 2019

Il treno mi lascia in questa prima città quasi alle sette di sera. La prima cosa che si pensa di trovare a Zurigo non è esattamente il caldo estivo, eppure è quello che ho percepito appena scesa dal treno, quei 30 gradi che sembravano 50 tra la mia schiena e lo zaino di appena una 20ina di chili sopra di essa. Per fortuna, l’ostello si trova in un’ottima posizione: vicino la stazione, vicino al centro. Mentre arranco tra attraversamenti pedonali e sanpietrini (si, li hanno anche loro!) mi ritrovo in un grande viale popolato solo ed esclusivamente da ristoranti, bar e street food. E quando dico popolato intendo dire che non si distinguevano i tavoli esterni di un ristorante, dall’altro. Ma la cosa che risalta di più in tutta questa scena è (immaginate, vi prego) poter inalare, mentre si è sommersi dal peso dei bagagli, ansimanti, affaticati, stanchi e accaldati, quell’odore così intenso e penetrante di FORMAGGIO SVIZZERO. Si, questo particolare lo avevo dimenticato dalla mia ultima visita nella nazione.

Nonostante l’odore misto tra nauseante e “ho così fame che mangerei anche il cameriere” raggiungo l’ostello sana e salva e per la prima notte c’è solo cibo e riposo.

31 luglio 2019

Dopo una notte di riposo (si fa per dire) è ora di partire all’esplorazione. Zurigo è una città che infonde molta tranquillità, almeno per me. Passeggiando osservo le particolarità nell’architettura delle loro strade, nello stile dei loro palazzi, anche nel modo di fare ed essere delle persone e di vestirsi. Incrocio molte signore distinte e ben vestite, uomini in camicia e con la pipa, aspettate, ma siamo tornati nell’800? Ah no, sono solo in tema con l’architettura della città e vi giuro dovreste provare a mettere un paio di svizzeri di fianco a una delle loro chiese, si addicono veramente bene all’ambiente che li circonda. 

Alle 11 di mattina la città è ancora così tranquilla che sembra si stia ancora risvegliando e invece credo che quella sia proprio la loro quotidianità. È una città così carina che quasi verrebbe voglia di fermarsi qualche giorno in più… ma a vedere cosa? Si perché, nonostante sia così bella e aggraziata, Zurigo non offre poi così tante attrazioni turistiche e culturali, a meno che non siate fan del Fifa World Cup: in tal caso, c’è un enorme e sicuramente fantastico museo dedicato ad esso che ho accuratamente evitato. Un’altra attrazione della città, o comunque considerata tale, è praticamente una piccola funicolare che ti porta nella “parte alta” di Zurigo, per un totale di 20 secondi di viaggio, all’incirca cinque minuti se salite/scendete a piedi. C’è da dire però che da lassù la vista della città è veramente bella. 

Tra una salita e una discesa, un pasto e l’altro, tra uno Starbucks e un supermercato, verso le 16 arriva il momento di riprendersi i bagagli, che d’ora in poi chiameremo “il morto” e “il morto co le rotelle”, e di partire per una nuova meta.

Riuscite ad immaginare dove potrò arrivare dopo ben 7h 40m di treno?

Stay tuned for the second destination 🤟

Pubblicato da jojovandamme

Studentessa universitaria in trasferta verso un'università svedese. Scrittrice e fotografa amatoriale, con il sogno del giornalismo come mestiere di vita.

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora